Tutte le cose della vita erano belle, e più invecchiava più Loxandra le amava.
Amava Makrohori, con il suo mare aperto e i pesci, gli astici, le rane pescatrici, le aragoste... Amava il Bosforo, con i grandi palazzi, le cui scalinate arrivavano fino al mare. Con i platani millenari, i castagni, le acque abbondanti correnti impetuose che trascinavano con sé grandi messe di pesci del Mar Nero: il cefalo, il rombo, il pesce spada.
Amava le Isole dei Principi con le pinete e le quiete acque azzurre.
Loxandra amava tutta la città e la primavera constantinopolitana, che portava con sé la Pasqua e il suo onomastico. Portava anche le rose d'aprile (ottime per la stitichezza), le rose di maggio (che si facevano candite), e il ribes, rinfrescante e antipiretico.
Amava l'estate quando mettevano il tavolo in giardino e mangiavano all'ombra del platano.
domenica 7 ottobre 2012
giovedì 22 marzo 2012
Salman Rushdie
Ho letto il romanzo L'incantatrice di Firenze. Si svolge nel tempo del Grande Akbar in India ma percorre anche la storia di Persia del Impero Ottomano e di Firenze nella stessa epoca
sabato 31 dicembre 2011
India
Amore, per me la filosofia naque con India, la filosofia sul illusione della vità che prima poi finisce e che nei confronti dell'eternità non vale nulla, sul fatto che siamo l'intero mondo è il sogno del Nulla. E io penso ceh la vita vale la pena essere vissuta proprio per questa.
Ero bambina e avevo un libro sulle Leggende dell'Asia.
Nel mio paese i film di Boollywood erano altrettanto conosciuti come quelli di Hollywood e ne sono felice.
Nella storia della letteratura che studiavamo a scuola la Ramayana e Mahabharata erano sempre ricordate come i grandi libri della letteratura, poi nessuno ci obbligava di leggerli ma comunque erano un riferimento culturale indiano chiaro.
India, quando mi è diventato amore.
Avevo 18 anni quando leggevo Tagore, Shadana, e le sue poesie.
Ho letto a 20 anni la vita di Milarepa e di Buddha.
Ho letto sul tantrismo ce certo impressiona un pensiero pudibondo occidentale, ma come mai l'erotismo, la fisicità può condurre a un'apertura spirituale. Invece penso che proprio questo mischio di sensualità e senso spirituale del nulla del samsara è ciò che affascina in India. Se tutto è un gioco delle illusioni allora giochiamo.
Certo i libri di Eliade mi hanno aperta l'orizzonte della filosofia indiana, il suo dottorato di ricerca sulla filosofia yoga, che ha composto in Calcutta in parte, e considero che la sua opera più riuscita è Le notti a Serampore.
Ho letto Il libro tibetano della morte
libri di yoga (non indiani, ma scritti in Occidente). Sono familiarizzata con l'anatomia umana secondo kundaliniyoga
Ho letto Bhagavad gita.
Ho comprato anche alcuni libri di upanishade e veda, la samkya karika, i discorsi di Buddha.
Ho letto con molta piacere i libri di Zimmer dedicati a India.
Anche Jung fa rifferimenti a India e dice che noi non possiamo capire l'anima orientale. Forse lui non la può capire. Capire qui significa immedessimarsi nella situazione davanti al destino, morte , sofferenza dell'indu.
Ero bambina e avevo un libro sulle Leggende dell'Asia.
Nel mio paese i film di Boollywood erano altrettanto conosciuti come quelli di Hollywood e ne sono felice.
Nella storia della letteratura che studiavamo a scuola la Ramayana e Mahabharata erano sempre ricordate come i grandi libri della letteratura, poi nessuno ci obbligava di leggerli ma comunque erano un riferimento culturale indiano chiaro.
India, quando mi è diventato amore.
Avevo 18 anni quando leggevo Tagore, Shadana, e le sue poesie.
Ho letto a 20 anni la vita di Milarepa e di Buddha.
Ho letto sul tantrismo ce certo impressiona un pensiero pudibondo occidentale, ma come mai l'erotismo, la fisicità può condurre a un'apertura spirituale. Invece penso che proprio questo mischio di sensualità e senso spirituale del nulla del samsara è ciò che affascina in India. Se tutto è un gioco delle illusioni allora giochiamo.
Certo i libri di Eliade mi hanno aperta l'orizzonte della filosofia indiana, il suo dottorato di ricerca sulla filosofia yoga, che ha composto in Calcutta in parte, e considero che la sua opera più riuscita è Le notti a Serampore.
Ho letto Il libro tibetano della morte
libri di yoga (non indiani, ma scritti in Occidente). Sono familiarizzata con l'anatomia umana secondo kundaliniyoga
Ho letto Bhagavad gita.
Ho comprato anche alcuni libri di upanishade e veda, la samkya karika, i discorsi di Buddha.
Ho letto con molta piacere i libri di Zimmer dedicati a India.
Anche Jung fa rifferimenti a India e dice che noi non possiamo capire l'anima orientale. Forse lui non la può capire. Capire qui significa immedessimarsi nella situazione davanti al destino, morte , sofferenza dell'indu.
lunedì 31 ottobre 2011
Mille splendidi soli
«Ho dovuto legarla a un palo e costruire un recinto» disse Tariq. «Per via dei
lupi. Vicino alle colline dove vivo ci sono dei boschi, a una distanza di circa mezzo
chilometro, soprattutto pini, qualche abete, qualche deodara. In genere non escono
dai boschi, i lupi, voglio dire, ma il belato di una capra girovaga li attirerebbe. Ecco
perché il recinto e il palo.»
Laila gli chiese di quali colline parlasse.
«Pir Panjal. Pakistan. Il posto dove abito si chiama Murri, è un luogo di
villeggiatura estiva, a un’ora da Islamabad. È una zona collinare e molto verde, con
moltissimi alberi, a una certa altitudine. Così d’estate fa fresco. Ideale per i turisti.»
I britannici l’avevano costruita come stazione climatica, vicino al loro quartiere
generale a Rawalpindi, perché i vittoriani potessero fuggire la calura estiva. Si
vedevano ancora alcune vestigia dell’era coloniale, qualche sala da tè, delle casette
con il tetto di lamiera chiamate cottage, cose così. La città in sé era piccola, ma
gradevole. La strada principale si chiamava The Mall, e lì c’erano l’ufficio postale, il
bazar, alcuni ristoranti, negozi che facevano pagare ai turisti prezzi esorbitanti
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