lunedì 28 settembre 2009

Macedonia


Siamo pasati in Macedoni, l'aquila di Ismail Kadarè ci ha portato sul Lago Ohrid, che è bellissimo, infatti è monumento Unesco.
Poi con Boris Vishinski- La corona di sabbia siamo arrivati a Skopje ma per adesso sono al capitolo dove la principessa Angelina e il Gueriero parlano del loro amore. Lui dice che forse riceve qualche terre in Pelagonia, dov'è la citta di Bitola. Pelagonia è stat una regione importante nella storia di Macedonia. Si svolse qui una famosa battaglia
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Pelagonia
Abbiamo visto il castello di Skopje dove abita Il Guerriero, La Principessa Angelina e il Principe Giovanni, il fiume Verdun che attraversa tutto il paese e che una volta ha fatto una grande inundazione , ma questa Vishinski lo racconta in un altro romanzo, la chiesa San Dimitri, qui si è sposato il suo figlio, ma alla fine di sposalizio sono andati tutti in cielo.
Abbiamo incontrato il Signore, Cirillo, i bogomilli, personaggi importantissimi per la storia di questa regione. Abbiamo visto nelle vicinanze la chiesa San Nikita, infatti il nostro bogomillo si chiama Nikita, puo darsi che è lui

http://www.exploringmacedonia.com/default.asp

Vicino a Skopje ci sono le gole e il Lago Matka, sembrano bellissime
C'è in una citta vicina un posto con strutture di petra che sembrano personaggi di leggenda

venerdì 25 settembre 2009

Castelli in Albania


La leggenda del castello di Rosafat

http://www.albacenter.it/albart/italian/libri/kuteli2.htm


Kruja

fu l'antica capitale dell'Albania. Ismail Kadaré in I tamburi della pioggia racconta una delle battaglie antiottomane dei albanesi, l'epopea di Giorgio Castariota chiamato Skanderebeg
"La sera del 4 novembre 1443 nella piana di Nis era una sanguinosa battaglia tra ottomani e europei. Il generale Skanderebeg accompagnato dalla sua guardia personale lasciò il campo di battaglia e parti verso l'lbania munito di un falso firmano in nome del'Imperatore
Giorgio Castariota era il figli del principe albanese Giovanni Castariota, e fu a solo 9 anni preso in ostaggio dall'imperatore per essere educato alla corte ottomana. A 22 anni era già generale
Dopo una marcia di 3 giorni e tre notti Scanderbeg arriva dinanzi ai bastioni della cittadella di Kruja , l'qantica capitale dell'Albania occupata. Mostrando il falso firmano si fa consegnare la cittadella. E appena uscita la vecchia guarnigione ordina di calare dalle torri l'emblema turco con la stella e la mezzaluna per issarvi l'antica bandiera albanese con l'aquila bicipite nera. Erza ol 28 novembre 1443.
"La libertà non sono stato io a portarvela: l'ho trovata fra voi"
Castriota proclamò la ribelione contro il sultano, la piccolissima Albnia contro la superpotenza ottomsana. La lotta durò 25 anni. Ogni primavera le truppe turche marciavano sull'Albania e in autunno, dopo essere state tenute in acacco, erano costrete a batere la rititrata E fu cosi per un quarto di secolo. Ma il 17 gennaio 1467 scanderebeg mori, i albanesi resistettero per alri 11 anni

"Ci aveva pensato sopratutto quando il suo esercito ha penetrato il paese dei scipetari e gli sono apparse per prima volte quelle paurose montagne...Gli fcevano tornare a mente uno di quegli incubi angosciosi che ti opprimono senza che il risveglio venga a liberartene
Eano, diceva, alte montagne che neppure i corvi potevano sorvolare: solo il diavolo riusciva a stento a scalarle, vi si laceravano gli opinga del demonio, e delle galline dovevano, per corrervi, farsi ferrare le zampe

giovedì 24 settembre 2009

Aquila di Kadaré

un romanzo iquietante che riesce evocare in modo molto convincente il sentimento di vivere in un paese communista. L'atmeosfera e la vicenda è non a caso assurda, oprimente, griggia, paranoica. Ci sono qualche tizi lassù che non sai mai di cosa si offendolo, cosi devi stare sempre attento ca cio che fai a cio che non fai, devi parlare sempre in mdod eloggiativo convinto di loro perchè poi hanno una mentalita paranoica e vedono in tutto segni di tradimento del grande sogno communista.
"Lasciate tracce dappertutto, e poi vi lamentate che vi fanno precipitare"
"L'uomo si sentiva sempre più colpevole e cercava in tutti i cantucci piu reconditi della sua cosienza e memoria il punto dove il male ha germinato....un battibecco con il sarto per il ritardo con cui quest'ultimo gli aveva confezionato la nuova uniforme... e centinaia di altri fatti minimi, che l'hanno portato a quel ricevimento...
Quel brindisi come tutti i brindisi era in apparenza inoffensivo, ma nel suo seno, come una piccola bestia nascosta, un ratto apestato, si annidava un proverbio. Un proverbio a doppio senso, intraducibile, indistruttibile, che dieci anni dopo, lo avrebbe portato li"(p.36)
"Non ci si può fare niente... troveranno sempre qualche pretesto per arestarti"
lo zoo, con cocodrilo regalato dal re di etiopia ma poi morto insieme cn il re, l'aquila.
- la vicione di due Anne che gli sembrano due facce della stessa donna.
"ma come saprai, dal delirio alla profezia c'è soltanto un passo.
E bellissimo il volo con l'Aquila, come nella leggenda
nel 500 a.c, preso Scutari sorgeva una fortezza illirica (devo cercare piu informazioni sulle leggende illiriche)
Comunque, il nostro personagio Maks, va nella biblioteca del piccolo vilaggio dove"In fondo a un buco, piu basso della terra mi sento nonostante tutto nel presidium del'Univerwo" . Lui non si sente cosi, lui sente questo un mondo infero, lui vuole salire da dove è caduto, costi quel che costi.
"In questa città c'è un'aquila che mi ricorda un'antica leggenda. Questa leggenda dice che il rapace ti porta dove vuoi a ptto che, durante il volo, tu dia dei pezzi della tua carne"
In caso contrario sarai perduto, ti fara precipitare nell'abisso

"Dapprima il mostro ti chiederà un tributo che ti sembrera insignifiante... si lo stato mostro con l?ucello di rapina a stemma...penserai di accontentarlo con un semplice pezzo di carne ma dopo, dopo a ogni suo cra esigerà di più. Gli darai il tuo corpo Dedalo, poi finirai con l'essere costretto a cedergli la tua anima"
E sempre stao cosi e sempre lo sarà
"la vecchia aquila milenaria reclama carne umana ma, al momento fatale, saprò ingannare il mostro
E poi ambiguo e strano perchè quando parla della via interiore , che attraversa i abisi della coscienza "in quelle vie segrete, nessun binoclo puo scorgerti, nessuno è in grado di inseguirti"
Il volo
"Nel lugubre abisso che solcavano, gli parve di distinguere altre aquile che volavano come loro nell'ombra del crepusculo. Inebetito, contemplò lo squallore di quello spazio spazio infinito dove nulla ricordava la semplice vita....
vede anche altre aquile con viaggiatori che gli cavalcano, ma alcuni rapaci volavano in senso contrario e scorse con orrore sul dorso di uno di essi un scheletro umano.
Capisce che tutto è un imbroglio e infatti il volo e il sacrificio non finisce mai che l'aquila lo vuole tutto anche il suo cuore , allora uccide l'aquila e anche se stesso. L'altro giorno lo trovano suicidato insieme con l'aquila nel giardino zoologico.
I pensieri dell medico che lo sta portando con l'elicottero:
suicidio o peggio, insanguidamento dell del simbolobdello Stato da parte di uno dei suoi sudditi..
Riflette sui misteri del sangue, sul suo potere, su quella strana rradiazione che soggiogava gli assassini piu incaliti , e la sua voglia di provare un'emozione simile era tale ceh in quel momento avrebbe accettato volontieri di diventare un omicida.
.. un terrore che veniva dai milenni gelidi, da un'era in cui le due specie, uomo e uccello, erano più vicine alle tenebre primordiali
Era convinto di trovarsi di fronte a unodei fatti impenetrabili... Invano la sua mente avrebbe tentato di decifrarne il senso: gli sarebbe sempre sfuggito , all'ultimo momento, lasciandolo in preda alle angoscie più crudelli di fronte all'evidenza che le tenebre tenevano sepolte le più grandi verità di questo mondo.
In fin dei conti , quel tipo di eventi costituiva forse la sola vera storia dell'umanià,

martedì 22 settembre 2009

Museo etnografico di Kruja

SE andiamo a Kruja dobbiamo andare qui, il museo etnografico
http://www.kruja.cchnet.it/
Quando Hana va all'ospedale con il suo padre , lui e la sua moglie si vestono in costume tradizionale, lo zio-padre porta anche il capello bianco tipico per quelle regini montuose di nord che si chiama queleshe

I libri

Interesante che sia Ornela Vespri sia Elvira Dones, i personaggi usano i libri, la letteratura come un modo di salvarsi da solitudine, da un mondo spiacevole.

Petulla

frittele albanesi

Qofte

Sono le polpette all'albanese, si mangia con pure

Qofte te ferrguara Polpette fritte)
Ingredienti
½ kg di carne macinata (agnello, mamzo o pollo), 1 fetta di pane invecchiato spezzettato, 2 cucchiai di formaggio feta triturato, 1 cipolla grattugiata finemente, sale, pepe, foglie di menta essiccate e triturate, ½ tazza di farina, 1 tazza d’olio (preferibilmente d’oliva)
mmergete il pane nell’acqua fino a che diventi molto morbido, quindi strizzatelo. Miscelate la carne, il pane, il formaggio feta, la cipolla, il sale, il pepe, le molliche di pane e la menta a piacere. Impastate bene questo composto e formate dei pasticcini spessi 1 cm.
Rotolateli nella farina e friggeteli nell’olio d’oliva caldo (176°C)

Ovvero un'alra ricetta:Qofte con limone (Polpette bolite)
ngredienti
250 grammi di carne d’agnello macinata
50 grammi di riso
1 cucchiaino di margarina
1 mazzetto di prezzemolo
una cipolla
sale e pepe
Per la salsa:
un uovo
il succo di un limone



Preparazione
Fate bollire il riso in 3 bicchieri d’acqua e scolatelo. Aggiungete la cipolla grattugiata, il riso, il pepe, un cucchiaino di sale e impastate per qualche minuto.

Plasmate delle polpettine, mettetele in un contenitore con il prezzemolo tritato e agitate per coprirle di prezzemolo. Aggiungete due bicchieri e mezzo di acqua, la margarina e un altro cucchiaino di sale, coprite e cuocete a fuoco moderato per 30 minuti.

Mischiate in una terrina l’uovo, il limone e mezzo bicchiere d’acqua, versate la salsa sulle polpette quando queste sono cotte e rimescolate. Servite e …buon appetito

I Alpi Albanesi


"Le pietre del fiume di Rrnaje prevano schiuma. lei le aveva osservate, meticolosa e disciplinata com'era. poi aveva capito, parevano schiuma perchè erano cosi bianche, troppo bianche quando l'aqua ci danzava sopra con furia. A Hana non piaceva la furia, machiava la pace. Anche sul nome di quei monti la pensava in maniera ambivalente; le Montagne Maledette. Era conclusivo come nome non lasciava scampo alla speranza. Invece da vicino erano mansuete, bastava saperle prendere. Bisognava solo imparare a dormirci dentro senza farsi influenzare dal nome, forse dato da qualche forestriero, da qualche viandante che di quei luoghi non sapeva nulla. Tu non gli aggredivi, i monti e loro ti lasciavano stare" (Elvira Dones- Vergine giurata)

Erano stati un grande fis, i Dibra, gnete che per secoli aveva fatto la guerra ai turchi. I monti avevano avuto il loro attimo di gloriosa tregua, dopo la caduta dell'Impero ottomano, dopo di che erano venuti i communisti, e con loro il tramonto e le fucilazioni dej bajraktar. (Elvira Dones)

bajraktar ho capito che sigifica portabandiere ma è un grande titolo di onore,
fis sembrano i clan familiari illirici che poi fanno la guerra tra di loro
kulla: casa de munte

Mall- la nostalgia, la saudade

Vergine giurata

da uomo portavo il fucile, guidavo il camion e stavo attento a parole
prtavo fuori il bestiame, tagliavo la legna, lavoravo il campo, partecipavo alle riunioni del villaggio e bevevo tanto rakki
Parlami di stoffe, detersivi, medicine, di come si fa qualche soldo extra ma i libri lasciali stare
Quando in una famiglia non ci sono figli maschi, una delle femmine giura di comportarsi da uomo e restare uomo per il resto dei suoi giorni. Da quel momento assume tutte le funzioni e tutti i ruoli di un maschio. cosi io sono diventata il figlio che lo zio non aveva.
Solo un uomo puo essere capofamiglia. Puo essere libero di andare dove vuole, di commandare, di comprare terra,di diffendersi, di attaccare se necessario, di ammazzare o farsi ammazzare. All'uomo sono concesse la libertà e la gloria, oltre al dovere. Alla donna non resta che la obbedienza
Se vieni meno lo giuramento rischi di essere ammazzata.- E non è mai succeso che una Vergine giurata rompesse il giuramento

-il cane che ce la fa con le peccore :)))
i montanari portano il fucile , i lupi sono agressivi, la neve e di un metro
Il vecchio preparato alla morte ma la tehnica non la lascia morire perche non sta bene

Scutari

Scutari è una città in nord Albania, c'è anche un lago, anche una moschea grande dietro la qualle Hanna (La Vergine giurata di Elvira Dones) ha comprato la sua valigia, c'è anche un castello che si chiama Rozafa, molto grande, rovine illiriche, romano-bizantine, veneziane



Un tipico saluto del nord: unenedo le fronti

Byrek

In Elvira Dones- Vergine giurata si mangia molto byrek, cibo tipico albanese, ma hanna preferisce il byrek con cipolla. Questa qui è fatta con spinacci. Non sembra facile da fare quella sfoglia finissima ma io devo provare

Kosovo, un sguardo sui Balcani

Con il Ismail Kadarè considerato il massimo autore albanese ieri, 21 settembre 2009 abbiamo visitato Kosovo. Ha lui un libro Tre canti funebri per il Kosovo. Siamo andati sulla pianura dei merli, non lontno di Pristina. Qui abbiamo visto una battaglia contro i turchi del 1389.
Ve l'ho dico sinceramante, io cercavo Giovanni Hunyadi, il grande principe transivano chi , io cosi lo so ha partecipato a questa battaglia. Ma Kadare non ne parla. Parla di ungheresi e croati solo en passant. Nel romanzo di Dracula a un certo momento il personaggio parla della "Vergogn subita a Kossovo" e quanto tempo mi sono domandata che di che "vergogna subita a Kossovo" si parla.
Hunyadi non appare, solo il principe Serbo, il conte albanese Blasko, il voivoda valaccho Mircea. I greci e i bulgari sembra che sono già passati sulla parte del turco. Il sultano e il basileo buoni amici. Per esempio hanno saputo che i loro figli vogliono occupare il trono e per dimostrare fedeltà uno all'altro ognuno tolse la vista del proprio figlio, dopo usanza bizantina di tortura.
Eh nbene si la battaglia fu un disastro per i cristiani. In 10 ore il muro balcanico crollò, senza speranza e ognuno fuggi dove poteva.
Il principe serbo Lazzaro, che cnduceva le truppe cadde prggioniero
Il campo turco era condotto del Sultano Murad che mori in battaglia. Il suo posto fu pres di Baiazid il Folgore. Kadare suggerisce che è possibile che Murad fu infatti uccisso di Bayazid, perchè non si sa. Con l'occasione della morte di sultano furono sacrificati ancje tanti priggionieri appena caduti. Comunque la terza storia è raccontata di Murad, dalla tomba, che è ben felice di vedere che i albanesi, i serbi, bosniaci, croati una volta uniti contro di lui in quella battaglia adesso si scannano avvicenda.
Interesante poi quando il cantautore albanese e quello serbo se ne vanno, scappano, verso l'occidente. Ogni tanto incontrano un turco che poi sara brucciato sul rogo, un romeno Manolo, un croato che sa imitare i versi dei uccelli, un ungherese che o parlano una lingua che nessuno capisce o balbettano ma comuque si fa spiegare perchè si oddiano avvicenda serbi e albanesi per il Kossovo, e non riescono fare la pace. Poi quando arrivano in Ingliterra insegnano a gente coem si fa lo yoghurt, poi partecipano a un concorso di canti, ma solo di Kosovo sanno parlare
"Ma cosa volevi che cantino- chiede uno- non sanno solo oddiarsi" una verita crudele che lo dice Kadare.
Nello stesso tempo una grande Dama, che gli chiede di raccontare storie del loro paese osserva che nelle storie dei Balcani (Illyria) vivono ancora le tragedie greche. Questa rivellazione è una bella parte del romanzo., è la strada per innamorarsi della Penisola balcanica, dove furono 3 imperi una volta e vivono 11 nazioni diverse. (albanesi, croati, serbi, greci, bosniaci, valacchi, macedoni, montenegrini,sloveni,ungheresi,) non so se sono 11 ma Kadare dice 11

"I loro racconti erano strani, a volte crudeli e terrificanti, a volte stranamente malinconici "Risuscitano le tragedie greche" ripeté sottovoce due o tre volte. "E la stessa semenza, la stessa polvere di diamante"
"Nella sua mente dispiegava a poco a poco tutto quanto aveva sentito raccontare da loro: i sacrifici ai piedi dei ponti, le erinni in veste di lavandaie sulle rive di un fiume, gli oziosi nelle tavernette di paese, il vendicatore costretto a partecipare al banchetto funebre della sua vittima.. Mio Dio! c'è ancora tutto questo laggiù...sospirò. Vestigia di quelle grandi rovine dove tutto aveva avuto inizio"

"preso le antiche popolazioni balcaniche, tutto ciò che concerne il sangue è, cme si sa eterno, imperituro, segnato dal marchio del destino
Bayazid è sorpreso dalla diversita della gente di Balcani
Dalle Cime Maledette di Albania al Montenegro, all'antico Olimpo e fino ai Carpazzi tutto è legato alla neve. Cosi come i cittadini tendevano a rappresentarsi un mondo generalmente piatto, i montanari ....fin quanto vedevano la neve no n credevano che una guerra possa prendere avvio.

domenica 20 settembre 2009

Perchè Albania si chiama il paese delle aquile?

Sbalorditi dalle gesta del valoroso cacciatore, le genti di quella terra lo incoronarono re e lo chiamarono “Shqipëtar” (albanese), che vuol dire figlio dell’Aquila e il suo regno divenne conosciuto come Shqipëri (Albania) o Terra delle Aquile.

Sito interesante sulla cultura albanese

Nella tradizione albanese del kanun, il codice delle montagne in vigore nel nord del Paese delle Aquile, vi è la pallottola benedetta.
Al momento del matrimonio, il padre o il fratello della sposa (spesso poco più che bambina) fanno dono allo sposo novello di una pallottola con il quale egli potrà uccidere la moglie qualora questa si rivelasse fedifraga.
Anche senza prove.
Oggi fortunatamente questo tipo di macabra spada di Damocle pendente sul capo della moglie è superata, e tuttavia, non solo in Albania (ahimè!), si assiste a un lento ritorno al passato.
http://www.viasoliani.eu/

Burrnesh è una donna che, per ragioni diverse, decide di vivere, comportarsi (bere, fumare, etc.) vestirsi come un uomo. Nelle comunità settentrionali dell’Albania (ma il fenomeno in passato eras diffuso anche in Montenegro e Serbia), essa assume status di uomo e compie una scelta irreversibile.

Le ragioni, come detto, sono molteplici: dall’estinzione degli uomini di una famiglia alla scelta personale, le Burrnesh rappresentano comunque l’incarnazione di un mito che affonda le radici nella storia del malesor (montanaro), il guerriero coraggioso, simbolo dell’indipendenza secolare del popolo delle montagne dal gioco ottomano nonostante la dominazione “ufficiale” di secoli.

Maa un passo da noi, nelle
valli di Valbona e Dragobia nel
nord dell’Albania, ci sono - altrettanto
invisibili - una quarantina di
«vergini giurate», donne che si sono
trasformate inuomo per sfuggire
a un matrimonio combinato o
provvedere alle esigenze di nuclei
rimasti senza paterfamilias, svolgendo
così attività proibite al sesso
femminile, guidando un camion o
andando in città, donne prigioniere
del «kanun», la legge tradizionale
di quei luoghi, costrette ad arrochirsi
la voce fumando e bevendo
raki per dimostrarsi «veri uomini».
http://www.viasoliani.eu/docs/elviradones.pdf

Albania: Il paese dove non si muore mai

sabato 19 settembre 2009

Albania: Il paese dove non si muore mai

Il libro di Ornela Vorpsi- Il paese dove non si muore mai mi sembra tanto triste.
"Vivi che ti oddio e muori che ti piango" Il rispetto dei albanesi si deve meritare. Comminciate a morire e lo sveglierete, una volta morti lo otterete
Anchora oggi non riesco fare a meno di avere la stessa visione: donna incinta=donna chiavata nei cespugli
La sua mamma si chiama Diella

Castelul din Otranto - Horace Walpole


Siamo partiti dalla Sicilia verso l'Albania ma arrivate nel mare Adriatico un furiosa tempesta ci ha spinti verso Otranto, dove Horace Walpole ci ha invitate di passare una notte nel Castello di Otranto raccontando la storia del tirrano Manfredo, un uomo senza scrupoli.
Il nonno di Manfredo ottenne il castello di Otranto con perfidia, e adesso i spiriti dei antenati , che avvolte si aggirano nel castello, specialmente quando è buio e poco illuminato organizzano tutto perchè il giusto erede (di cui nessun sapeva nulla) di Alfonso il Buono lo riprendesse.

"Manfredo, incerto tra fuga di Isabella che ora aveva raggiunto le scale, e tuttavia incapace di distogliere gli occhi dal quadro che comminciava muoversi, aveva, nonostante tutto avanzato qualche passo dietro di lei, sempre volto all'indietro verso in ritratto,quando vde che la figura dipinta abbandonava la tavola e discendeva sul pavimento in attegiamento grave e malincolico"


I valori di quel mondo che appartieneva a l autore mi fa sorridere. Meno male.
Il tuo destino dipende dal tuo padre- disse Ippolita"
"Non sta a noi a scegliere per noi medessime; il cielo, il nostro padre e i nostri mariti debbono decidere per noi."

Ma anche quello è vero che è bello il pensiero cavalleesco espresso cosi:

"Io non temo le minacce di nessuno,- disse Teodoro, - quando una donna in difficoltà si pone sotto la mia protezione"

Le grotte, le laure degli eremiti
che avevano serviti dapprima da rifuggio agli eremiti e che ora, si diceva in giro per il paese fossero abitate da spiriti maligni

http://libri.freenfo.net/w.htm

Dino Buzzati- La famosa invasione degli orsi in Sicilia


Sulle antiche mntagne della Sicilia, nel tempo dei tempi, due cacciatori catturarono l'orsacchiotto Tonio, figlio del re degli orsi Leonzio. Ma questo succede alcuni anni prima che cominci la nostra storia

Da principio vedremo le maestose montagne della Sicilia, [...] Poi si scenderà nela valle verdeggiante, con borgate, fiumicelli, boschi pieni di uccelletti e casette sparse qua e là: un paesaggio bellissimo.. Ma ai fianchi della valle si innalzano sempre i monti, meno alti e dirupati di quelli visti in principio, però anch'essi pieni di insidie: per esempio castelli stregati, grotte con draghi velenosi, altri castelli dove abitano gli orchi e cosi via. C'è insomma da stare sempre attenti, specialmente di notte.

A poco a poco ci si avvicinerà quindi alla favolosa capitale della Sicilia... La fortezza principale si chiama Castello del Cormorano.

Dunque ascoltiamo senza bater ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia

La Roca Demona dove abitavano gli spiriti
Sorgeva triste tciturno e cupo
il detto castello suddetto su un dirupo
e, fosse superstizione od ignoranza,
godeva di nefasta rinomanza
Si diceva che a dormir tra quelle mura
al matino si era morti di paura.
Fantasmi, larve, spiriti, spettri, aparizioni
di notte a battaglioni

"Toh, guarda i lenzuoli che ballano da soli" Esclamò un orsacchiotto E tu bel fazzolettino perchè giri a quel modo
Un vecchissimo spetro, portando al colmo la gioia, andò a scovare nelle cantine del castello, fra mucchi di scheletri, ragni e topi grandissimi, un'antica botticella di vino che nepure il Granduca ne possiedeva uguali

Castello di Tramontano dove abita l'orco Troll e il Gatto Mammone
All'imbocco della valle l'orco aveva messo falsi cartelli indicatori con sopra scritto .. oppure " Caccia proibita!" e i cacciatori immediatamente voltavano proprio da quella parte
L'orco dunque dormiva. Aveva appena finito di trangugiare un appetitoso fanciulletto di nome Beppino di Malinverni, alunno della terza elementare, che quel mattino aveva bigiato la scuola

La capitale: Il Castello di Cormorano
Ma gli orsi venivano avanti per la strada della valle, cantando le loro rozze canzoni, e pensavano che le bataglie erano ormai finite. Le porte di quella grande città- si immaginavano- sarebbero state loro aperte, il popolo sarebbe venuto incontro portando focacce e vasi pieni di miele.


Il Granduca poteva prenderselo con Leonzio suo diretto avversario, No, la sua cattiveria è molto peggiore di quanto communemente si immagina: ha preferito ammazzargli il figlio.

"vecchio come le capane del Duomo"

La nostalgia delle montagne
"Non erano forse più belli - si domanda in segreto- i tempi passati lassù, nella solitudine delle rupi?
Allora, solo bacche di ginepro;
per dormire , qualche frasca di pino
per bere, il muso alla fone.
Oggi, bere in cope di vetro
mangiare paté di bisonte
dormire sotto il baldachino.
Oh come si stava male allora
e adesso invece come si è contenti!
Che peccato però che non sia ancora
come una volta: con bufere e venti
e gelo e sassi e spine e cielo nero
ma col cuore leggero!"


...gli orsi cambiavano a vista d'occhio. Una volta modesti, semplici, pazienti, bonaccioni; ora superbi, ambiziosi, pieni di invidie e di capricci. Non per niente sono vissuti tredici anni in mezzo agli uomini.
Specialmente dispiaceva al Re, che invece di accontentarsi come una volta della loro bella pelliccia, ora la maggior parte delle sue bestie indossavano vestiti, uniformi e mantelli copiati dagli uomini, credendo di essere eleganti; e non si accorgevano di coprirsi di ridicolo. A costo di crepar di caldo, se ne vedeva in giro perfino con dei grossi tabarri di pelliccia, tanto per far sapere al mondo intero che i soldi non gli mancavano.

Cittadini!..Chi ha rubato alzi la mano!"

E arrivato un'immenso serpente di mare, raccontano, che ha tirato fuori dalle onde il duo cllo smisurato verso la riva e ha già ingoiato tre case e una chiesetta, compresi il parocco e il sagrestano.

"Tornate alle montagne" disse lentamente Leonzio. "Lasciate questa città dove avete trovato la richezza, ma non la pace d'animo. Toglietevi di dosso quesi ridicoli vestiti. Buttate via l'oro. Gettate i cannoni, i fucili e tutte le altre diavolerie che gli uomini vi hanno insegnato. Tornate quelli che eravate prima. Come si viveva felici in quelle erme spelonche aperte ai venti, altro che in questi malinconici palazzi pieni di scarafaggi e di polvere! I funghi delle foreste e il mele selvatico vi parrano ancora il cibo più squisito. Oh, bevete ancora l'acqua pura dele sorgenti, non il vino che rovina la salute. Sarà triste staccarvi da tante belle cose, lo so , ma dopo vi sentirete più contenti, e diventerete anche più belli

I orsi se ne vanno, i orsachiotti prendono addio dai bambini

venerdì 18 settembre 2009

Sicilia (Italia) La famosa invasione di orsi in Sicilia de Dino Buzzati

Vanatorii lu' Granduca l-au prins pe printul usrulet Topbia . Regele ursilo Leonzio de stirpe nobila, il cauta disperat peste tot. Pana la urma decide sa coboare din munti si sa atace cu o armata de 300 ursi orasul. Ceea ce si reusesc sa faca mai ales cu ajutorul vrajitorului Ambrosio care desi om fiind trece de partea ursilor (deoarece Granduca l-a dat afara cand l-a avertizat despre pericol) Ursii ocup orasul. Vrajitorul nemultumit ii poarta la castelul Damei Intunecoase sperand ca ursii sa se sperie de spiritele din castel. Dar se inseala, ursii incep sa faca bal cu spiritele ursilor morti in recentul razboi; un urs chiar incepe sa ii spuna lui Leonzio ca Tobia e in T... dar tocmai bat clopotele si stafiile dispar. Atunci ei incearca la un castel unde e un motan uris si un Balaur care tocmai a mancat pe elevul pop ion din clasa III B care in acea zi a chiulit de la scoala (educativ nu?!). Deci ursii ii infrang pe astia dar ursulet nu e.
Urmeaza sa asedieze capitala de atunci a Siciliei care se numea Il Castello del Cormorano. Dupa o sapta,mana reusexsc sa intre in teatru unde Leonzio il vede dansand la circ intocmai pe fiul sau.
Aceasta scena mi s-a parut deosebit de cruda. Granduca il impusca pe ursulet in fata tatalui sau care era fericit ca tocmai il regasise.
Dar magul, care sa o spunem nu avea capacitati infinite putea sa faca doar un numar de vreji in viata si ii mai ramase o utima vraja de facut dupa care devenea om ca toti oamenii, se gandeste dat pana la urma il invie pe ursulet si e mare fericire, se face parada militara si giro-giro tondo.
Dino Buzzatti are si desene copilaresti si dragute, facute de el
Peste 13 ani in schimb ursii traind printre oameni au inceput sa se umanizeze: sa bea, sa se imbrace impopotonat, sa joace carti. Leonzio era trist de toate astea.
Mai e o scena unde el se lupta cu un balaur si il invinge dar un urs tradator il impusca pe el ( si asta e o scena prea cruda pentru o poveste de copii) , si el e pe patul de moarte. Pe patul de moarte, isi ia ramas bun de la ei si ii roaga sa se intoarca in padure de unde au venit ca tot e mai bine si mai demn acolo decat intre oameni. Si se intorc cu totii .
E draguta povestea